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Avevo bisogno di evadere. Era il 26 Agosto 2019.
Avevo bisogno di stare solo, di scappare dalla realtà e dalla monotonia.
Ero stanco della solita routine, di non riuscire a trovare me stesso e di non riuscire a stare bene.
Mancavano tranquillità, serenità e spensieratezza…
Ho chiesto al mio allenatore 75 minuti di corsa solitaria e mi ha accontentato.
Mi ha portato a circa 2000m e da lì è partita la mia “fuga”.
Sentivo dentro di me la necessità di tutto ciò.

I primi 10′ non sono stati dei migliori, visto il percorso per nulla piatto, ma da lì in poi ho deciso di prendere la corsa con un altro spirito.
Continuavo a correre (per quello che si poteva) lungo il sentiero che mi ha portato a valicare e circondare la vetta di quel monte che mi ha regalato un’oretta di pace e serenità a contatto con la natura.


Dopo l’inizio non cosi sereno, ho iniziato ad abbandonarmi alla natura, lasciando che con i suoi suoni si prendesse cura di me.
Metro dopo metro mi sono reso conto di quanta bellezza avessi intorno e di quanto mi fosse utile ogni passo in quella strada.
Ero felice, dopo molto tempo nuovamente felice, rilassato, e mi sentivo a casa.
Il suono dei ruscelli e il cantare degli uccelli hanno accompagnato la mia esperienza, permettendomi di liberare la mente e di lasciarmi trasportare dalle mille tonalità di colori attorno a me.
Molti pensieri cambiavano col passare del tempo e col cambiare del panorama.

Sono arrivato a 2500 metri, inseguendo il sole che a tratti si nascondeva timido dietro alle rocce. Una fresca arietta soffiava tra le vette, ed io ero felice.


C’erano fiori bellissimi e delle rocce che lo erano altrettanto.
Si, sembra strano dire una “roccia bella”, eppure per me era così.
C’era tanto di bello, e grazie a quel bello io sono sceso diverso.
Sono sceso felice, più spensierato e meno stressato.
I grilli lungo il sentiero scandivano una melodia che mi ha portato a ritornare a sorridere, ad essere nuovamente più “leggero” e anche se per poco ad essere felice.

Nicoragazz

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