Mi è sempre piaciuto correre. E tutto sommato mi è anche sempre venuto abbastanza facile. Dopo poco tempo dalle prime corse sull’argine nei pomeriggi post nuoto, ho deciso di presentarmi al campo di atletica di Abano Terme. Ho iniziato a frequentare la pista due pomeriggi a settimana, correndo con i “grandi” poiché i ragazzi della mia età si dilettavano in tutte le discipline dell’atletica leggera.

Ricordo ancora con moltissimo piacere il commento del mio allenatore del tempo.

Appena entrato in pista mi face iniziare a correre sui 400m rossi mentre parlava con la mamma. Dopo qualche giro, con un classico tono d’esclamazione veneto disse alla mamma: “Ah però el core el toso!”.

Dopo qualche mese e qualche ripetuta in pista, ho iniziato a gareggiare. Duathlon, triathlon e addirittura qualche gara in pista.
Con l’arrivo dell’inverno, è iniziata la stagione della corsa campestre. La mia primissima gara è stata a 5 minuti da casa, con la neve. Dopo una partenza discreta mai mi sarei immaginato di tagliare il traguardo per primo. I miei genitori e il mio allenatore ( che faceva lo speaker) non potevano crederci.

La corsa è libertà, leggerezza e spensieratezza. Spesso correre mi “libera” la mente e mi aiuta a ritrovare l’equilibrio della vita.